Le Storie di OIC: Automatoes

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Già dal simpatico nome, crasi di “automation” e “tomatoes”, si intuisce l’obbiettivo di Fiorenzo Artoni, unico membro del progetto: l’automazione della filiera produttiva dei pomodori, e più in generale delle conserve alimentari.

Quali sono le componenti tecnologiche innovative del tuo progetto?

“Utilizzando l’intelligenza artificiale e l’IoT (Internet of Things) sto realizzando un prodotto per le aziende del territorio che permetta la manutenzione predittiva, l’ottimizzazione del processo industriale e l’individuazione del motivo per cui sorgono certe problematiche.”

Hai incontrato difficoltà nella realizzazione della tua idea?

“Per guidare lo sviluppo dell’idea è necessario effettuare una raccolta dei dati di processo industriali e analizzarli per localizzare possibili criticità, nonché ottenere informazioni circa lo stato dell’arte nel campo della manutenzione predittiva adottato dalle aziende del territorio.

Le difficoltà che ho riscontrato sono in termini di complessità del sistema (ad esempio processi con interazioni non facilmente prevedibili) ma anche di qualità delle materie prime, che dipende da fattori non controllabili.
Dopo aver analizzato la grande quantità e complessità dei dati, la sfida più importante è rendere l’informazione fruibile e traducibile in scelte di business per l’azienda.

Come pensi di superare queste problematiche tecniche?

“L’Open Innovation Campus rappresenta una notevole opportunità di collaborazione e contaminazione delle idee che permette di superare con più facilità le difficoltà legate all’implementazione del mio progetto.
Il team di fabbricadigitale è molto disponibile ad offrire le proprie competenze professionali e conoscenze tecnologiche per aiutarmi.
A proposito, tra poco ho appuntamento con Nicola Masseroni per parlare di cloud e sistemi di raccolta dati.”

Le Storie di OIC: Automatoes ultima modifica: 2016-12-16T18:06:10+00:00 da OIC